Il quadro normativo europeo cambia: il Pacchetto Omnibus I
Il 24 febbraio 2026, il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato il cosiddetto Pacchetto Omnibus I, formalizzato nella Direttiva UE 2026/470, che ridisegna in modo significativo gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità per le imprese europee. La direttiva modifica la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), lo strumento con cui l'UE ha introdotto l'obbligo di rendiconto ESG — ambientale, sociale e di governance — per le aziende di una certa dimensione. La principale novità è un innalzamento sostanziale delle soglie dimensionali: sono soggette all'obbligo di rendicontazione soltanto le imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro. Questo significa che la grande maggioranza delle PMI italiane — incluse quelle non quotate — è esclusa dagli obblighi diretti. Un segnale importante, ma che non esaurisce la questione per il tessuto produttivo delle piccole e medie imprese.
Chi è obbligato e chi è "protetto": le nuove soglie e i diritti delle PMI
Con le nuove soglie introdotte dal Pacchetto Omnibus I, si stima che in Italia siano circa 7.000 le imprese direttamente soggette agli obblighi CSRD aggiornati — un numero comunque in forte crescita rispetto alle circa 300 del 2024, ma molto inferiore a quello che avrebbe interessato la normativa nella sua formulazione originale. Le PMI al di sotto della soglia dei 1.000 dipendenti sono qualificate formalmente come "imprese protette": le grandi aziende obbligate alla rendicontazione non possono imporre ai propri fornitori PMI di fornire informazioni che vadano oltre quelle previste dagli standard volontari VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standards for non-listed SMEs), già pubblicati. Le PMI hanno quindi il diritto di rifiutare richieste eccessive. Gli Stati membri dovranno recepire la direttiva entro il 19 marzo 2027, e l'Italia è chiamata ad adeguare la propria normativa in questo arco temporale.
L'effetto filiera: perché la sostenibilità riguarda tutte le PMI
Essere esclusi dall'obbligo diretto non significa essere esclusi dal tema. Ogni grande azienda soggetta alla CSRD deve raccogliere dati ESG lungo tutta la propria catena di fornitura per costruire il proprio bilancio di sostenibilità. Questo genera una pressione indiretta sulle PMI fornitrici: dovranno essere in grado di rispondere a richieste di dati su consumi energetici, emissioni, politiche sociali e pratiche di governance — entro i limiti stabiliti dagli standard VSME, ma comunque con una minima struttura di rilevazione interna. Parallelamente, la sostenibilità è diventata un criterio sempre più rilevante nell'accesso al credito: le banche italiane ed europee hanno avviato processi di rating ESG anche per le PMI, che influenzano le condizioni dei finanziamenti. Adottare volontariamente gli standard VSME, anche senza obbligo normativo, può quindi trasformarsi in un vantaggio competitivo concreto — sia nella catena di fornitura, sia nel rapporto con gli istituti di credito.
Le associazioni come guida nel percorso verso la sostenibilità
La sostenibilità aziendale è un tema che, fino a pochi anni fa, sembrava riservato alle grandi corporation. Oggi riguarda concretamente anche le PMI italiane, sia per gli obblighi indiretti della filiera che per le opportunità che offre in termini di accesso al credito, reputazione e competitività europea. Il quadro normativo è in evoluzione rapida e non sempre di facile lettura: distinguere gli obblighi reali dalle richieste eccessive, comprendere quali standard adottare volontariamente e come strutturare internamente la raccolta dei dati ESG sono attività che richiedono competenze specialistiche. Le associazioni di imprenditori sono in prima linea per accompagnare le PMI in questo percorso, offrendo formazione, sportelli di consulenza e strumenti pratici per trasformare la sostenibilità da adempimento a leva di crescita.
Fonti:
- EUR-Lex — Direttiva (UE) 2026/470 (Omnibus I, rendicontazione di sostenibilità)
- Calendario ESG 2026-2036: la Direttiva UE 2026/470 — FISCOeTASSE
- Pacchetto Omnibus I in vigore: cosa cambia con la Direttiva 2026/470 — Osservatorio Bilanci Sostenibilità
- CSRD semplificata: nuova Direttiva UE 2026/470 — UNASF Conflavoro
- CSRD e PMI: la nuova era del rating ESG 2026 — Trend Economy
- ESG e sostenibilità nelle PMI 2026: obblighi e opportunità — Studio Aldegheri
- Rendicontazione di sostenibilità: semplificazioni UE per le PMI — INRL