Imballaggi, dal 12 agosto 2026 scattano i primi obblighi PPWR per le imprese italiane

|Associazione Imprenditori Italia

Regolamento UE 2025/40: dichiarazione di conformità, limiti PFAS e tracciabilità di filiera dal 12 agosto 2026 per chi produce e usa imballaggi.

Imballaggi, dal 12 agosto 2026 scattano i primi obblighi PPWR per le imprese italiane

Un regolamento europeo che riscrive le regole del packaging

Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio, conosciuto con l'acronimo PPWR, è entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e sostituisce progressivamente la precedente direttiva 94/62/CE. La differenza non è soltanto formale: trattandosi di un regolamento e non di una direttiva, si applica direttamente in tutti gli Stati membri, senza recepimento nazionale e senza margini di adattamento locale.

Il perimetro di applicazione è ampio. Non riguarda solo chi produce imballaggi, ma l'intera filiera: fabbricanti, importatori, distributori e imprese che immettono sul mercato prodotti confezionati, sia nei canali fisici sia nell'e-commerce. Per il tessuto produttivo italiano, dove l'imballaggio è parte integrante del valore percepito nell'agroalimentare, nella cosmetica, nell'arredo e nella meccanica, si tratta di un cambiamento strutturale e non di un adempimento marginale.

Le prime scadenze operative dal 12 agosto 2026

Il 12 agosto 2026 segna l'entrata in applicazione del primo blocco di obblighi. Da quella data ogni imballaggio immesso sul mercato deve essere accompagnato dalla dichiarazione di conformità UE prevista dall'Allegato VIII del regolamento, redatta dal fabbricante dell'imballaggio e messa a disposizione delle autorità di controllo.

Contestualmente scattano i limiti sulle sostanze chimiche preoccupanti, a partire dalle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) per le categorie di imballaggi a contatto con alimenti, e gli obblighi di tracciabilità lungo la catena di fornitura: ogni operatore deve essere in grado di identificare da chi ha ricevuto e a chi ha ceduto l'imballaggio.

Le tappe successive sono già calendarizzate. Tra il 2027 e il 2028 arriverà l'etichettatura armonizzata europea per agevolare la raccolta differenziata; dal 2030 tutti gli imballaggi immessi sul mercato dovranno essere riciclabili su scala industriale, con una classificazione in gradi di performance che inciderà anche sui contributi ambientali.

Che cosa comporta concretamente per una PMI

Molte piccole imprese italiane non producono imballaggi ma li acquistano, e per questo ritengono di essere estranee alla normativa. È un equivoco da chiarire subito: chi confeziona e vende un prodotto è responsabile della conformità dell'imballaggio che utilizza e deve poter dimostrare di aver acquisito la documentazione dal proprio fornitore.

Il lavoro da fare nelle prossime settimane è quindi soprattutto documentale e contrattuale. Serve una mappatura degli imballaggi utilizzati per famiglia di prodotto, una richiesta formale delle dichiarazioni di conformità ai fornitori, una verifica delle clausole contrattuali sulle responsabilità e un archivio ordinato dei documenti raccolti. Per le microimprese il regolamento prevede alcune esenzioni e semplificazioni, che vanno però verificate caso per caso rispetto al ruolo effettivamente svolto nella filiera.

Il ruolo delle associazioni di rappresentanza

La difficoltà maggiore, per le PMI, non è la singola prescrizione ma la lettura del proprio ruolo all'interno di una filiera lunga: fabbricante, importatore, distributore e utilizzatore finale hanno obblighi diversi, e la stessa impresa può ricoprire più ruoli contemporaneamente. La Commissione europea ha pubblicato orientamenti applicativi proprio per ridurre queste incertezze interpretative.

È qui che le associazioni di imprenditori svolgono una funzione concreta: tradurre il testo europeo in indicazioni operative, organizzare momenti formativi, chiarire il perimetro delle esenzioni e accompagnare le imprese nel dialogo con fornitori e consorzi di filiera. Affrontato con anticipo, il PPWR non è solo un costo di adeguamento: per molte imprese italiane la riprogettazione dell'imballaggio è già oggi un elemento di differenziazione commerciale sui mercati europei.

Fonti: