Si apre a novembre una finestra importante per le imprese della filiera automotive che investono in ricerca. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito, con il decreto direttoriale 17 settembre 2026, termini e modalità dello sportello degli Accordi per l'innovazione dedicato al settore. La dotazione è di 631,02 milioni di euro, assegnati dal DPCM 10 giugno 2026 che ripartisce il Fondo automotive. La compilazione delle domande sarà possibile dall'11 novembre 2026, l'invio dalle ore 10.00 del 25 novembre 2026.
Una misura per la ricerca nella filiera dell'auto
Lo sportello finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale per realizzare nuovi prodotti, processi o servizi, o per migliorare in modo significativo quelli esistenti, con un rilevante impatto tecnologico. Gli ambiti sono le tecnologie per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione dei trasporti: veicoli a emissioni ridotte o nulle e nuove propulsioni, componenti per la guida autonoma e la connettività, riconversione della filiera verso tecnologie ad alta intensità di ricerca.
Il 40% delle risorse è riservato ai progetti realizzati interamente nelle regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il quadro finanziario complessivo, con gli eventuali apporti delle amministrazioni che sottoscrivono gli accordi quadro con il Ministero entro il 16 novembre, sarà pubblicato entro il 20 novembre 2026.
Chi può partecipare e quanto vale il contributo
Possono presentare domanda le imprese di qualsiasi dimensione con almeno due bilanci approvati che esercitano attività industriali, artigiane o di servizi all'industria, oltre ai centri di ricerca. I progetti, anche congiunti fino a cinque co-proponenti, devono avere costi ammissibili tra 5 e 40 milioni di euro, durare tra 18 e 36 mesi e partire dopo la presentazione della domanda. Gli organismi di ricerca possono partecipare come co-proponenti.
L'agevolazione è un contributo diretto alla spesa fino al 50% dei costi di ricerca industriale e al 25% di quelli di sviluppo sperimentale, a cui può aggiungersi un finanziamento agevolato entro il 20% dei costi del progetto. Per i progetti svolti in collaborazione effettiva con organismi di ricerca il contributo sale fino a 10 punti percentuali per le PMI e fino a 5 per le grandi imprese, nei limiti europei. Le domande presentate nello stesso giorno sono considerate simultanee: se le risorse non bastano, decide una graduatoria basata sulla solidità economico-finanziaria.
Le opportunità per le PMI della componentistica
La soglia minima di 5 milioni è elevata per una singola piccola impresa, ma il progetto congiunto permette a più aziende della stessa filiera, insieme a università e centri di ricerca, di raggiungerla condividendo obiettivi e costi. È un'occasione per i fornitori della componentistica che devono adeguare prodotti e processi alla transizione del settore. Prima di aderire conviene verificare i requisiti, la solidità finanziaria richiesta e il coordinamento con gli altri strumenti già in uso, come il credito d'imposta per ricerca e sviluppo.
Il ruolo delle associazioni nella costruzione dei partenariati
Progetti di questa dimensione richiedono settimane di preparazione: scelta dei partner, contratto di collaborazione, piano di sviluppo e scheda tecnica. Le associazioni di rappresentanza possono favorire l'incontro tra imprese della filiera e organismi di ricerca, segnalare le scadenze e orientare verso la consulenza specialistica. Tra l'11 e il 25 novembre il margine è stretto: chi intende partecipare ha interesse a impostare fin da ora il partenariato. Le altre opportunità aperte per le imprese sono raccolte nella pagina Bandi dell'associazione.