L'innovazione come leva di competitività
Investire in ricerca, sviluppo e innovazione è una delle vie principali per mantenere competitività in un mercato globale. Per sostenere questi investimenti, l'Italia dispone da anni di un sistema di crediti d'imposta dedicati, che riconoscono alle imprese una quota delle spese sostenute sotto forma di credito compensabile. La Legge di Bilancio 2026 ridefinisce il quadro di queste agevolazioni, confermandone alcune e lasciandone scadere altre.
Per le PMI che programmano attività innovative è fondamentale conoscere con precisione quali strumenti restano disponibili e con quali aliquote.
Cosa resta: ricerca e sviluppo fino al 2031
Il credito d'imposta per la ricerca e sviluppo "pura" resta lo strumento più solido: continua a essere fruibile con un'aliquota del 10% delle spese ammissibili e un massimale di 5 milioni di euro annui, con un orizzonte confermato fino al 2031. Si tratta ormai di una misura strutturale, che offre alle imprese la stabilità necessaria per pianificare progetti di ricerca pluriennali.
La continuità di questo incentivo è un elemento importante per i settori a più alta intensità di ricerca, dalla manifattura avanzata all'agroalimentare innovativo, dove i progetti richiedono tempi lunghi e investimenti significativi.
Design riattivato e innovazione tecnologica esaurita
Il credito per il design e l'ideazione estetica è stato riattivato per il 2026 con aliquota al 10% e un massimale di 2 milioni di euro, una misura preziosa per i settori del Made in Italy come moda, arredo e occhialeria. Va segnalato però un cambiamento rilevante: il credito per l'innovazione tecnologica "ordinaria", pari al 5%, si è esaurito il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato, così come le versioni legate a transizione 4.0 e green.
Questo significa che le imprese devono rivedere la propria pianificazione, verificando se le attività previste rientrano ancora nel perimetro della ricerca e sviluppo o del design agevolabili.
Il ruolo delle associazioni nella pianificazione dell'innovazione
La corretta classificazione delle attività — ricerca, sviluppo, innovazione o design — è determinante per accedere ai crediti e per resistere a eventuali controlli. Le associazioni di rappresentanza accompagnano le PMI nell'interpretazione delle regole, nella documentazione tecnica e nella certificazione delle spese, riducendo il rischio di errori. In una fase in cui alcune agevolazioni vengono meno e altre restano, l'informazione qualificata diventa lo strumento per orientare gli investimenti verso ciò che è effettivamente incentivato, trasformando l'innovazione in un vantaggio competitivo sostenibile.