Un incentivo per trasformare i contratti a termine dei giovani
L'articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge n. 112/2026, ha introdotto l'incentivo alla stabilizzazione: un esonero contributivo per i datori di lavoro privati che trasformano a tempo indeterminato il contratto a termine di un giovane con meno di 35 anni, mai occupato in precedenza a tempo indeterminato. Vale per le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 e si affianca ai bonus per le nuove assunzioni di giovani e donne previsti dallo stesso decreto.
La differenza è sostanziale: qui non si tratta di una nuova assunzione, ma della stabilizzazione di un rapporto già in essere, senza particolari condizioni di svantaggio del lavoratore. Per molte piccole imprese che hanno inserito giovani con contratti a termine nella prima parte dell'anno, è l'occasione per consolidare competenze già formate in azienda con un costo del lavoro sensibilmente ridotto.
Quanto vale e quali requisiti servono
L'esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi e i contributi INAIL, nel limite di 500 euro al mese per lavoratore e per un massimo di 24 mesi. Per i rapporti a tempo parziale il tetto è riproporzionato. Il contratto a termine deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026, avere una durata complessiva non superiore a 12 mesi e proseguire senza interruzioni fino alla trasformazione.
Restano esclusi la pubblica amministrazione, il lavoro domestico, l'apprendistato, il lavoro intermittente e i dirigenti. Il beneficio richiede un incremento occupazionale netto rispetto ai dodici mesi precedenti e l'applicazione dei trattamenti economici dei contratti collettivi più rappresentativi; non spetta a chi, nei sei mesi precedenti, ha effettuato licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o collettivi nella stessa unità produttiva. Non è cumulabile con altri esoneri sullo stesso rapporto. Le risorse per il 2026 sono pari a 18,2 milioni di euro e le domande sono accolte fino a esaurimento.
Come presentare la domanda e le scadenze da non perdere
Dal 29 luglio 2026, come indicato dall'INPS con il messaggio n. 2518, la domanda si presenta con SPID, CIE o CNS sul Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo), nella sezione dedicata all'articolo 4 del decreto Lavoro 2026, modulo ESTA. Se la trasformazione è già avvenuta, l'Istituto comunica subito l'esito e l'importo riconosciuto. Se deve ancora avvenire, l'INPS accantona le risorse e il datore ha dieci giorni perentori per trasformare il rapporto e inviare la comunicazione obbligatoria: oltre quel termine le somme prenotate si perdono.
C'è poi una finestra di calendario da segnare. Per la generalità dei datori di lavoro, le quote arretrate dei mesi già trascorsi si recuperano solo nelle denunce UniEmens di competenza di agosto, settembre e ottobre 2026. Alle stabilizzazioni si applica inoltre la restituzione del contributo addizionale dell'1,40% versato sul contratto a termine, prevista dalla legge n. 92/2012.
Valutare in tempo, con il supporto delle associazioni
Con risorse limitate e accolte in ordine di arrivo, conviene individuare subito i contratti a termine che hanno i requisiti, verificare l'incremento occupazionale e coordinare la scelta con il proprio consulente del lavoro, anche per evitare sovrapposizioni con altri incentivi già in uso.
Le associazioni di imprenditori possono aiutare le PMI a leggere requisiti e procedure, a confrontare le misure disponibili e a programmare le stabilizzazioni nei tempi utili. Trasformare un rapporto a termine in un impiego stabile è anche un investimento nella fidelizzazione dei giovani, una risorsa decisiva per la competitività delle imprese.
Informazione di carattere generale, verificata sulle fonti indicate alla data di pubblicazione: non costituisce consulenza fiscale, legale o del lavoro. Per valutare il proprio caso è opportuno rivolgersi a un professionista.