Le imprese che investono nella conciliazione tra vita familiare e lavoro possono ottenere uno sconto sui contributi previdenziali. Il 15 ottobre 2026 il Ministero del Lavoro ha pubblicato il decreto interministeriale 8 settembre 2026, firmato con il Ministro per la famiglia e con il Ministro dell'Economia, che attua l'articolo 6 del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, convertito dalla legge 25 giugno 2026, n. 112. Il decreto definisce come si ottiene la nuova certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro e come si accede all'esonero contributivo collegato.
Una certificazione basata sulla prassi UNI/PdR 192:2026
La certificazione è prevista dall'articolo 8 del Codice degli incentivi, il D.Lgs. 184/2025, e si basa sulla prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, pubblicata il 14 aprile 2026 con il titolo "Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti per il benessere delle famiglie". La prassi fissa indicatori di prestazione sulle politiche aziendali di sostegno alla famiglia, con attenzione specifica a maternità, paternità e carichi di cura.
Il certificato è rilasciato da organismi di valutazione della conformità accreditati per questo ambito, secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1, e vale 36 mesi. Lo schema ricorda quello della certificazione della parità di genere: un percorso volontario, verificato da un ente terzo, che dà accesso a un beneficio economico.
Esonero fino all'1% dei contributi, con un tetto di 50.000 euro
Le aziende certificate possono ottenere l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro in misura non superiore all'1%, entro il limite di 50.000 euro annui per azienda. Il beneficio è calcolato su base mensile e si applica dalla data di entrata in vigore della legge 112/2026 per tutto il periodo di validità della certificazione, comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
Le risorse sono limitate: 7 milioni di euro per il 2026 e 12 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Se le domande ammissibili superano le disponibilità, l'esonero viene ridotto in proporzione per tutti. Chi presenta la domanda entro il primo termine utile successivo al rilascio del certificato può beneficiarne per l'intero periodo di validità, nel limite del 2028.
Come si presenta la domanda all'INPS
La domanda va inviata all'INPS solo in via telematica, dal legale rappresentante, da un delegato o da un intermediario abilitato come il consulente del lavoro, secondo i termini e le modalità indicati dall'Istituto. L'azienda dichiara la retribuzione media mensile globale stimata, l'aliquota contributiva datoriale media e la forza aziendale media relative al periodo di validità del certificato, oltre agli estremi della certificazione e dell'organismo che l'ha rilasciata.
Restano necessari i requisiti generali per gli sgravi: regolarità contributiva, rispetto dei contratti collettivi e delle norme sul lavoro, assenza di provvedimenti di sospensione dei benefici e rispetto delle regole sugli aiuti di Stato. In caso di revoca o rinuncia alla certificazione va data comunicazione tempestiva all'INPS e al Dipartimento per le politiche della famiglia; chi fruisce indebitamente dell'esonero deve restituire i contributi con le relative sanzioni.
Il ruolo delle associazioni per le PMI che vogliono certificarsi
Per molte piccole e medie imprese le politiche di conciliazione esistono già nei fatti, attraverso orari flessibili, permessi e strumenti di welfare aziendale, ma non sono organizzate in un sistema verificabile. Le associazioni di imprenditori possono aiutare a leggere i requisiti della prassi UNI, a stimare il beneficio in rapporto ai costi della certificazione e a coordinarsi con i consulenti per rispettare i tempi delle domande. In questo modo un investimento sul benessere delle persone può tradursi in un vantaggio economico e in una maggiore capacità di trattenere i talenti.
Informazione di carattere generale, verificata sulle fonti indicate alla data di pubblicazione: non costituisce consulenza fiscale, legale o del lavoro. Per valutare il proprio caso è opportuno rivolgersi a un professionista.