Assicurazione catastrofale obbligatoria: le scadenze 2026 per micro e piccole imprese

|Associazione Imprenditori Italia

Proroghe al 31 marzo 2026 per turismo e somministrazione, penalità sui contributi pubblici per chi non si adegua: guida alle scadenze della polizza Cat Nat.

Assicurazione catastrofale obbligatoria: le scadenze 2026 per micro e piccole imprese

Un obbligo esteso a tutte le imprese italiane

Dal 2025 è scattato in modo progressivo l'obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali (la cosiddetta polizza Cat Nat) per tutte le imprese con sede legale in Italia, indipendentemente da dimensione e settore. L'obbligo riguarda anche le imprese con sede all'estero ma con una stabile organizzazione sul territorio italiano. Le scadenze sono state scaglionate per dimensione: grandi imprese entro il 31 marzo 2025, medie imprese entro il 1° ottobre 2025, piccole e micro imprese entro il 31 dicembre 2025.

Con il Decreto Milleproroghe 2026, alcuni settori hanno ottenuto un rinvio: le imprese di somministrazione di alimenti e bevande e quelle turistico-ricettive hanno tempo fino al 31 marzo 2026, mentre per la pesca e l'acquacoltura il termine è slittato al 31 dicembre 2026. Per la maggior parte delle PMI italiane, tuttavia, l'obbligo è già pienamente operativo.

Cosa copre la polizza e quali sono i rischi coperti

La polizza catastrofale obbligatoria copre i danni diretti a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali derivanti da tre categorie di eventi: sismi, alluvioni (incluse esondazioni e mareggiate) e frane. Non copre invece altri rischi come incendi ordinari o furti, che restano oggetto di polizze separate già in uso presso molte PMI.

Il valore assicurato deve corrispondere al valore di ricostruzione a nuovo dei beni, e le compagnie assicurative sono tenute per legge a offrire condizioni standard minime, evitando che le imprese in zone a rischio più elevato restino escluse dalla copertura o si vedano applicare premi proibitivi.

Le conseguenze del mancato adeguamento

Le imprese che non si adeguano entro le scadenze previste non incorrono in sanzioni pecuniarie dirette, ma subiscono una penalizzazione indiretta di grande impatto: l'inadempimento dell'obbligo assicurativo deve essere tenuto in considerazione nell'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie pubbliche, incluse quelle previste in occasione di eventi calamitosi. In pratica, una PMI priva di copertura rischia di essere esclusa da bandi, crediti d'imposta e ristori pubblici legati a eventi catastrofali, anche quando ne avrebbe diritto per altri requisiti.

Considerando quanti strumenti di incentivo pubblico le PMI italiane utilizzano ogni anno (dal credito d'imposta 4.0 ai fondi di garanzia, fino ai ristori per calamità), il rischio di autoesclusione da queste misure rende la stipula della polizza una priorità gestionale, non solo un adempimento formale.

Il ruolo delle associazioni nell'accompagnare l'adeguamento

Per molte micro e piccole imprese, orientarsi tra scadenze differenziate per settore, requisiti tecnici delle polizze e offerte assicurative non è semplice. Le associazioni di rappresentanza possono facilitare questo percorso: informare tempestivamente sulle scadenze specifiche di ciascun settore, segnalare le proroghe quando intervengono, mettere in contatto le imprese con intermediari assicurativi affidabili e aiutarle a comprendere il rapporto tra costo della polizza e valore delle agevolazioni pubbliche a cui l'adeguamento dà accesso. In un contesto normativo che si evolve rapidamente, l'accompagnamento associativo trasforma un obbligo percepito come oneroso in una tutela concreta per la continuità dell'impresa.

Fonti: