ZES Unica per il Sud: il credito d'imposta per gli investimenti delle PMI nel 2026

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Rifinanziato fino al 2028 con 2,3 miliardi nel 2026: il credito d'imposta ZES Unica sostiene gli investimenti delle PMI nel Mezzogiorno.

ZES Unica per il Sud: il credito d'imposta per gli investimenti delle PMI nel 2026

Il credito d'imposta per gli investimenti nella ZES Unica è uno degli strumenti più rilevanti per le imprese del Mezzogiorno, e la legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025) lo ha prorogato e rifinanziato fino al 31 dicembre 2028. Una scelta che dà continuità e respiro pluriennale a una misura pensata per ridurre il divario tra il Sud e il resto del Paese.

Un'unica grande zona economica per il Mezzogiorno

La Zona Economica Speciale unica ha unificato in un solo perimetro le precedenti ZES regionali, creando un'area agevolata che abbraccia gran parte del Sud Italia. L'obiettivo è attrarre e sostenere investimenti produttivi in territori storicamente penalizzati da minori infrastrutture e da un accesso al credito più difficile.

Per le PMI del Mezzogiorno, il credito d'imposta rappresenta un incentivo concreto a rinnovare impianti, ampliare la capacità produttiva e radicare sul territorio nuove attività. Si tratta di una misura strutturale, non episodica, che offre alle imprese un orizzonte di programmazione pluriennale: un elemento decisivo per chi deve decidere oggi investimenti che produrranno effetti negli anni successivi.

Risorse, regioni e investimenti ammessi

La dotazione finanziaria è significativa: 2,3 miliardi di euro per il 2026, a cui si aggiungono 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028. L'agevolazione si rivolge alle imprese, a prescindere dalla forma giuridica e dal regime contabile, già operative o che si insediano nella ZES Unica per l'acquisto di beni strumentali destinati a strutture produttive.

Le regioni interessate sono Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oltre alle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. Sono agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature nuovi, oltre all'acquisto di terreni e immobili strumentali entro i limiti previsti. Restano esclusi i progetti di importo complessivo inferiore a 200.000 euro, mentre il tetto massimo per singolo progetto è fissato a 100 milioni di euro.

Come funziona la domanda e quali soglie rispettare

L'accesso al beneficio segue un calendario preciso. Per gli investimenti realizzati nel 2026 la comunicazione principale all'Agenzia delle Entrate andava trasmessa tra il 31 marzo e il 30 maggio 2026, mentre la comunicazione integrativa, con l'indicazione degli investimenti effettivamente realizzati, è prevista nei primi giorni di gennaio 2027. È un meccanismo a doppio passaggio che richiede di prenotare il credito e poi rendicontarlo.

Questa struttura impone alle imprese una pianificazione attenta: occorre programmare gli investimenti con anticipo, rispettare le finestre temporali e conservare la documentazione necessaria. Per chi guarda al biennio 2027-2028 restano aperte le successive finestre annuali, con le relative risorse già stanziate. La conoscenza tempestiva delle scadenze diventa così un fattore competitivo, per non perdere l'opportunità.

Il ruolo delle associazioni nel valorizzare l'opportunità

Un incentivo ben finanziato produce effetti solo se le imprese riescono a coglierlo. La complessità delle procedure, le scadenze ravvicinate e la necessità di rendicontazione rischiano di scoraggiare proprio le realtà più piccole, che pure sarebbero tra le principali beneficiarie. Le associazioni di rappresentanza svolgono un ruolo di ponte: informare il territorio sulle opportunità, accompagnare le imprese nella presentazione delle domande, fare rete con professionisti e istituzioni locali.

Per il Mezzogiorno, trasformare i miliardi stanziati in investimenti reali significa creare lavoro e rafforzare il tessuto produttivo. È un risultato che dipende anche dalla capacità del sistema associativo di rendere accessibile uno strumento potente ma articolato, evitando che le risorse restino inutilizzate per mancanza di informazione.

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Fonti: