Lo strumento che facilita il credito bancario
Il Fondo di Garanzia per le PMI è da oltre vent'anni uno degli strumenti più utilizzati dalle piccole e medie imprese italiane per accedere al credito. Il meccanismo è semplice nella sostanza: lo Stato garantisce una quota del finanziamento concesso dalla banca o da un altro soggetto finanziatore, riducendo il rischio per chi presta e facilitando l'erogazione anche a imprese prive di garanzie reali sufficienti. Il Fondo è gestito da Mediocredito Centrale.
In una fase in cui l'accesso al credito resta selettivo, conoscere le regole in vigore è decisivo per programmare gli investimenti e per presentarsi in banca con una richiesta già impostata sulla copertura disponibile.
Le regole valide per tutto il 2026
L'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, il cosiddetto decreto Milleproroghe pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 dello stesso giorno, ha prolungato di un anno le modalità di funzionamento del Fondo in vigore nel 2025. La proroga riguarda le misure dell'articolo 15-bis del decreto-legge 145/2023, il cosiddetto DL Anticipi, come modificate dalla legge di bilancio 2025, ed è stata recepita dal gestore con la circolare n. 1/2026 di Mediocredito Centrale.
Le regole restano quindi valide fino al 31 dicembre 2026. Per le operazioni dal 1° gennaio 2027 occorrerà verificare cosa prevederanno la prossima legge di bilancio o eventuali nuovi provvedimenti di proroga: per chi sta programmando un finanziamento a cavallo dell'anno è un aspetto da chiarire subito con il proprio istituto.
Coperture, massimali e sezioni speciali
L'importo massimo garantito dal Fondo è di 5 milioni di euro per singola impresa. La garanzia copre fino al 50% dei finanziamenti destinati a esigenze di liquidità e fino all'80% di quelli a fronte di programmi di investimento; l'80% vale anche per le PMI costituite o avviate da non più di tre anni e non valutabili con il modello di rating del Fondo. Restano all'80% anche le operazioni Nuova Sabatini, quelle di importo ridotto e il microcredito, oltre a quelle a favore di PMI innovative, start-up, start-up innovative e incubatori certificati.
Per le operazioni di importo ridotto presentate tramite soggetti garanti autorizzati a certificare il merito di credito il tetto è salito da 80.000 a 100.000 euro. La legge prevede inoltre l'accesso al Fondo per le imprese fino a 499 dipendenti, con coperture più basse, ma questa parte è subordinata all'autorizzazione della Commissione europea. Accanto alla garanzia ordinaria operano diverse sezioni speciali finanziate da Regioni e programmi europei; tra le novità c'è la sezione speciale dedicata agli enti del Terzo settore e agli enti religiosi civilmente riconosciuti.
Il ruolo delle associazioni nell'accesso al credito
Districarsi tra finalità ammissibili, percentuali di copertura, sezioni speciali e adempimenti documentali non è immediato, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. Le associazioni di rappresentanza, anche attraverso i confidi e gli sportelli dedicati, accompagnano le PMI nella costruzione delle pratiche, nel dialogo con le banche e nella scelta della forma di garanzia più adatta. In un contesto in cui il credito è una leva essenziale per la crescita, questa rete di supporto aiuta a trasformare uno strumento pubblico in un'opportunità concreta di sviluppo.
Informazione di carattere generale, verificata sulle fonti indicate alla data di pubblicazione: non costituisce consulenza fiscale, legale o del lavoro. Per valutare il proprio caso è opportuno rivolgersi a un professionista.
Fonti:
- Fondo di garanzia per le PMI — Prorogate per il 2026 le modalità di funzionamento del Fondo
- Normattiva — Decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145, art. 15-bis
- Fondo di garanzia per le PMI — Confermata la riforma del Fondo per il 2025
- MEF — Documento programmatico di bilancio 2027 (sezione speciale Terzo settore)